Negli anni ‘70, quindi molti anni prima dell’esperimento nel reparto pediatrico di Montreal, in Colombia, paese del terzo mondo, veniva sperimentata con successo la Kangaroo mother care, ovvero la “Cura della madre-canguro”, che esprime con altre parole lo stesso concetto del Baby wearing, con la differenza che si usa in riferimento ai bambini prematuri.
Negli ospedali colombiani le cullette termiche erano insufficienti e il numero di bambini prematuri troppo alto. Così si è pensato: se funziona con i cuccioli di canguro, funzionerà anche con i cuccioli di uomo. E così è stato.
Negli anni successivi molti studi hanno confermato i benèfici effetti del contatto tra mamme e bambino anche sui neonati con un peso inferiore ai 600 grammi. Oggi sappiamo che la Kangaroo mother care permette al neonato di mantenere una temperatura corporea costante, migliora il ritmo cardiaco e respiratorio riducendo le apnee, favorisce l`allattamento al seno, determinando una riduzione significativa delle infezioni gastrointestinali; quindi, diminuisce fortemente il ricorso ai farmaci e ad ulteriorei cure che esporrebbero comunque il neonato a dei rischi; in ultima analisi, riduce l’eventuale durata e i costi di ospedalizzazione, assicurando complessivamente una maggiore percentuale di sopravvivenza del neonato.
Dal 1979 questa pratica si è estesa a molti paesi del Centro e del Sud-America, ma nella nostra ricca Italia è utilizzata sempre a piccolissime dosi e con molta diffidenza, come se il bambino potesse essere curato e salvato solo dai medici, come se il corpo della madre non potesse essere all’altezza di competere con le modernissime e costosissime attrezzature ospedaliere.
Lo hanno dimostrato gli scienziati, lo dimostra l’evidenza dei risultati. Forse non si tratta di competere, ma solo di collaborare, fare insieme, medico, mamma e bambino, sfruttando le facoltà di ognuno, innate ed acquisite, mettendo al centro di tutto l’unica cosa che rende possibile e migliora la nostra vita: la relazione.
Fascia lunga, fascia elastica, marsupio, zaino, amaca: tutti strumenti semplici che consentono di portare a contatto con il proprio corpo, bambini fino all’età in cui possono camminare. Si trovano in vendita nei negozi di articoli per l’infanzia e su internet; ma non è difficile realizzarli semplicemente con il “fai da te”: basta una striscia di stoffa resistente e lavabile, di lunghezza variabile fra 2,5 e 5 metri, a seconda della taglia del genitore, della larghezza di 70 cm, con i bordi a doppia cucitura: la mamma (o il papà) imparerà presto come legarla intorno al suo corpo.