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  • Riuscire a porsi, quanto più possibile, in ascolto del nostro bebè, ci permette di occuparci meglio di lui.
  • Quando il bambino è portato sul corpo di un adulto, è tutto il corpo che è in contatto con il corpo dell'altro.
  • Il bambino è un essere interattivo, man mano che si forma risponde agli stimoli non solo fisici ma anche psichici della madre stessa.
  • Si potrebbe definire l'istinto materno come la capacità della madre di ascoltare i messaggi del proprio cucciolo.
  • Riconoscere i bisogni di un bambino fa si che egli si senta amato, approvato e lo aiuta a sviluppare l'autostima. (J.Juul)

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Bambini da indossare
di Sonia Bozzi

Tratto da UPPA - un pediatra per Amico (http://www.uppa.it/dett_articolo.php?idr=41&ida=601&idb=59)

Nel 1986 l’autorevole American Academy of Pediatrics pubblicava i risultati di un esperimento in un modernissimo ospedale di Montreal. Il  campione era formato da  99 mamme e dai loro neonati. Lo scopo era quello di verificare se, come qualcuno credeva, i bambini tenuti in braccio presentavano una riduzione significativa del pianto rispetto a quelli che, invece, venivano lasciati nella culletta. La risposta forse può apparire scontata, ma per la scienza nulla è vero se non è misurabile. Così, dopo aver verificato che effettivamente i neonati portati in braccio piangevano il 45% in meno degli altri, e che anche nelle ore serali, quelle peggiori, quasi non piangevano affatto, allora hanno scritto che sì, effettivamente, non si può negare: tenere in braccio i bambini, o tenerli a contatto con il corpo delle madri, fa bene.
Chissà quale faccia avrebbero fatto di fronte a tali conlcusioni tutte quelle donne, nate prima che le case farmaceutiche inventassero il latte artificiale, che per poter lavorare si  infagottavano addosso i loro neonati con fasce improvvisate, o quelle  madri del cosiddetto terzo mondo che, ancora oggi,  si portano addosso i loro bambini anche quando sarebbero in grado di camminaare, bambini che, guarda caso, piangono la metà dei nostri, non soffrono di coliche gassose e non si succhiano il dito?
Sono passati molti anni dall’articolo americano, esattamente 23 anni, e qualcuno sembra aver imparato la lezione. Adesso questo modo di portare i bambini è diventato una moda ed è stato ribattezzato Baby wearing, un inglesismo che trasforma una pratica vecchia di secoli in uno stile pratico e divertente, un po` etno e un po` hippy. 

Breastfeeding Briefs

No 40-41, Aprile 2006
Il Codice Internazionale compie 25 anni
 

Il Codice Internazionale della Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno venne adottato il 21 maggio 1981 dalla 34° Assemblea Mondiale della Salute (WHA) ed oggi compie 25 anni. Analogamente al suo concepimento ed alla nascita, la sua infanzia, la sua fanciullezza, la sua adolescenza, ed adesso anche l’età adulta non sono risultate prive di problemi:


Traduzione italiana di un intervento del Dottor Nils Bergman pubblicato in Les dossiers de l’allaitement, Hors-Série 2005 (La Leche League France; per ulteriori informazioni, si vede http://www.lllfrance.org/allaitement/association/LLLaussi.htm)


Il contatto pelle a pelle


Dottor Nils Bergman (Sud Africa) ha studiato medicina in Africa ed è specializzato in Salute Pubblica. Uno dei maggiori esponenti al mondo del metodo canguro, già direttore della maternità di Mowbray (Città del Capo, Sud Africa ), ricercatore e relatore, si interessa da molti anni all’allattamento, ai prematuri e alla neuroscienza.

Nils Bergman

Paradigma: regola considerata come la norma in una società, e che serve da modello di riferimento.

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